L'importanza del Core Web Vitals nel ranking di Google L'importanza del Core Web Vitals nel ranking di Google

L’importanza del Core Web Vitals nel ranking di Google

Chi gestisce un sito web desidera occupare una posizione più alta possibile nell’elenco dei risultati di ricerca di Google & Co. Oltre alle classiche misure SEO a livello di contenuti e caricamento del sito web, i più recenti aggiornamenti degli algoritmi Google richiedono anche modi di procedere sempre nuovi. Scopriamo qualcosa di più sui “Core Web Vitals”, che ormai da un po' sono sulla bocca di tutti in rete.

Claudius Röllin Claudius Röllin · Co-Founder & CPO

Agli albori di Internet, i motori di ricerca si limitavano a effettuare una ricerca nel World Wide Web in base alle parole chiave inserite. Questo spesso portava a risultati insoddisfacenti, così gli scaltri “specialisti SEO” hanno iniziato a cercare di ingannare i motori di ricerca con una lunghissima serie di trucchi.

Google ha reagito introducendo algoritmi diversi e sempre più complessi in grado non solo di effettuare una ricerca in base alle parole chiave, ma anche di verificare la rilevanza dei siti web. Inoltre, i regolari sviluppi miravano a riflettere in modo sempre più preciso le abitudini di lettura degli utenti: così gli algoritmi si sono adeguati alle abitudini delle persone.

In primo piano nella valutazione dei siti web continuano a esserci anche i contenuti, la relativa qualità e soprattutto la rilevanza. Siti web accattivanti e costantemente aggiornati con titoli incisivi, testi ricchi di contenuti e privi di errori, immagini, video e possibilità di interazione ancora oggi sono in vantaggio rispetto a siti “raffazzonati” o antiquati.

Tuttavia, si aggiungono sempre nuovi criteri. Perché non si tratta solo di permettere agli utenti di trovare le informazioni per loro importanti: i siti web devono essere ben strutturati anche a livello tecnico, per consentire una visualizzazione chiara e rapida dei contenuti sia su desktop che sui dispositivi mobili. In altre parole, la “user experience” si sta via via affermando come uno dei criteri più rilevanti per il ranking di una pagina web.

Core Web Vitals: qualità tecnica espressa in numeri

Nell’estate del 2021, con il termine “Page Experience update” Google ha introdotto una nuova procedura di valutazione per i siti web che negli ultimi mesi ha iniziato anche a essere incisiva. Una componente importante al riguardo sono i Core Web Vitals, criteri che agiscono sull’esperienza utente soprattutto nei primi secondi di accesso a un sito web e che sono espressi in valori numerici. Google misura il valore su varie piattaforme (desktop, tablet, cellulare, ecc.) e fa una media. Perché in fondo l’esperienza utente deve essere il più possibile positiva per tutti!

I Core Web Vitals riguardano soprattutto i tre seguenti parametri chiave:

Rappresentazione personalizzata presa da web.dev.

Largest Contentful Paint (tempo di caricamento)
Il “Largest Contentful Paint” (LCP) è un valore che indica la rapidità con la quale viene caricato l’elemento più grande sulla pagina. Con ciò non si intende la quantità di dati, ma la visibilità effettiva degli elementi di contenuto. Nella maggior parte dei casi si tratta di contenuti sotto forma di testo, immagini o video. Per un tempo LCP ottimale, Google specifica un valore indicativo di 2,5 secondi. Poiché i blocchi più grandi spesso vengono caricati per ultimi, si tratta di un criterio di valutazione affidabile.

In precedenza, il tempo di caricamento veniva misurato principalmente con il parametro “First Contentful Paint” (FCP), ma questo misura solo il tempo necessario per la visualizzazione del primo blocco. Per una “loading experience” generale, Google oggi tiene conto sia del FCP che del nuovo LCP. In caso di problemi di misurazione del parametro LCP, Google fa ancora ricorso al parametro FCP per poter effettuare diagnosi più dettagliate.

Il tentativo di Google con il parametro “First Meaningful Paint” (FMP), ovvero il tempo trascorso prima del caricamento del primo blocco “utile”, si è rivelato troppo complesso e quindi inadatto. Su FMP influivano le impostazioni specifiche del browser, impedendo dunque una standardizzazione. Inoltre, a livello pratico si è dimostrato troppo vulnerabile a variazioni minori nel tempo di caricamento delle pagine. Gli esiti dei test si sono rivelati troppo inconsistenti per raggiungere risultati affidabili.

Rappresentazione personalizzata presa da web.dev.

First Input Delay (interattività)
L’indice “First Input Delay” (FID) valuta il tempo di caricamento necessario prima che l’utente possa interagire con il sito web. Troppo spesso, nonostante sia già possibile visualizzare il contenuto della pagina, gli elementi interattivi come i campi di log-in o i link non funzionano ancora. Ma ciò non dipende necessariamente dal server che ospita il sito web: quando una pagina sovraccarica il browser con troppi compiti allo stesso tempo, ad esempio perché sono presenti file JavaScript di grandi dimensioni, determinati processi possono rallentare la propria esecuzione. Google richiede quindi che l’interazione dell’utente sul desktop sia efficace e visibile al massimo entro 100 millisecondi.

Rappresentazione personalizzata presa da web.dev.

Cumulative Layout Shift (stabilità visiva)
Il layout si sposta durante il caricamento? Si tratta di un fenomeno che si verifica soprattutto nei portali d’informazione in cui viene inserita la pubblicità. Il caricamento rapido di una pagina presenta sicuramente grossi vantaggi; ma se un elemento si carica più lentamente, il risultato può essere lo spostamento improvviso degli elementi del layout. L’utente fa clic su un elemento leggermente in ritardo e si ritrova su un sito web che non gli interessa affatto: un fenomeno che disorienta, ma soprattutto irrita l’utente. Google misura le variazioni nel layout delle pagine con il “Cumulative Layout Shift” (CLS) e registra all’istante quando un elemento cambia di posizione. Ma non è solo una questione di estensione e frequenza degli spostamenti, bensì anche di distanza degli spostamenti stessi.

Dove posso controllare i miei Core Web Vitals?

Chi desidera controllare i Core Web Vitals del proprio sito web lo può fare semplicemente accedendo alla Google Search Console o utilizzando la versione aggiornata del browser Google Chrome. Basta richiamare il sito web desiderato e selezionare “Visualizza”, “Sviluppatore”, “Strumenti per sviluppatori” in alto nel menu del browser. Nella finestra visualizzata, selezionare “Lighthouse” e fare clic sul pulsante “Genera rapporto”.

Vi sono poi anche altri strumenti per sviluppatori di Google che supportano l’analisi dei Core Web Vitals, come PageSpeed Insights o Measure page quality. Si tratta di tool utilizzati soprattutto da utenti esperti per analizzare e ottimizzare il proprio sito web.

Tempo di caricamento
(LCP)
Interattività
(FID)
Stabilità visiva
(CLS)
PageSpeed Insights
Chrome UX Report
Search Console
Chrome DevTools Total blocking time
Lighthouse Total blocking time
Web Vitals Extension

Google fornisce gli strumenti necessari per controllare i valori dei Core Web Vitals. Rappresentazione personalizzata presa da web.dev.

Come si possono migliorare i Core Web Vitals?

Nella maggior parte dei casi, l’ottimizzazione dei Core Web Vitals presuppone alcune competenze specialistiche. Vi sono però alcune soluzioni di cui possono avvalersi anche i gestori di pagine meno esperti, come ad esempio la compressione delle immagini. Di seguito abbiamo riassunto i consigli più importanti per migliorare i valori dei Core Web Vitals.

LCP: caricamento più rapido degli elementi grandi

FID: l’interattività prima di tutto

CLS: nessun elemento “saltellante” nella pagina

A questo proposito, Google fornisce consigli mirati per l’ottimizzazione dei Core Web Vitals. Sono disponibili all’indirizzo https://web.dev/optimize-lcp, https://web.dev/optimize-fid e https://web.dev/optimize-cls.

Qual è la situazione degli altri fattori di ranking?

Sempre attuale: l’intero pacchetto dei “segnali Page Experience”. Rappresentazione personalizzata presa da web.dev.

Molto importante: i Web Vitals non sostituiscono tutti gli altri fattori che influenzano il ranking di una pagina. Sono parametri complementari che si concentrano principalmente sulla velocità di caricamento del sito web. Altrettanto rilevanti continuano a essere criteri come:

Le basi del SEO con rankingCoach

Lo strumento SEO rankingCoach di Hostpoint permette anche ai principianti e ai meno esperti di ottimizzare i propri risultati con i motori di ricerca.

Chi decide di approfondire maggiormente la questione dei Core Web Vitals, trova comunque un valido aiuto. I classici criteri SEO basilari non sono sostanzialmente cambiati. E la buona notizia, proprio per i principianti, è che esistono strumenti utili e toolbox su larga scala, come rankingCoach di Hostpoint. Grazie a questo strumento, anche i meno esperti possono testare il ranking di un sito web nei motori di ricerca secondo i criteri di Google. Gli utenti ricevono inoltre suggerimenti e strumenti adatti per migliorare il ranking del proprio sito web. rankingCoach offre elenchi di attività, tutorial e video che possono contribuire a raggiungere una delle prime posizioni nel ranking Google.

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